mercoledì 8 marzo 2017

Un film pensando all'8 marzo: Water

Mhhhh.... non ho mai pubblicato niente a proposito della festa delle Donne. Decisamente non mi piace parlarne e non mi piace sentire i commenti femminili. Oggi però voglio ri-pubblicare un post già presente nell'altro blog, a proposito del film Water, in cui si parla di un problema molto serio, il fatto cioè che bambine ancora molto piccole possano restare vedove e di quale triste fine le attenda. Non mi sento di commentare, solo di invitarvi a riflettere, che magari l'8 Marzo serve proprio a quello.
Immagine presa dal web


Guardando Water

 L'altra sera ho visto questo film  bellissimo e struggente.Siamo in India, nel 1938, e la piccola Civia (questa la pronuncia, non so come si scriva), a soli 8 anni, resta vedova e viene rinchiusa in un ashram insieme ad altre vedove di tutte le età e condizioni, giovani, anziane, pazze....
        Il film racconta la vita dentro e fuori la casa delle vedove, i dolori, lo strazio, gli amori, la fede.
I temi di riflessione sono molti, a partire dal restare vedova a 8 anni, ma a me viene in mente un discorso più generale

        Ci troviamo per l'ennesima volta di fronte alla mortificazione del corpo femminile e della femminilità. Le vedove sono impure e non possono toccare alcuno.

       Nel corso dei secoli e dei millenni la femminilità, il potere seducente delle donne, è stato svilito  e umiliato. Pensavo a come la capacità di far perder la testa , di allontanare l'uomo dalla ragione, sia stata mortificata e intrappolata nella donna per bene.





          Via libera, invece, alla seduzione, nel corpo di prostitute e intrattenitrici. Anche quello un mondo chiuso, la necessità maschile di intrappolare quello che non riesce a controllare. Un modo, per l'uomo, di dominare le sue emozioni attraverso il controllo della donna e del suo essere.

         E pensavo, infine, a quanto, col tempo, le cose non siano mica tanto migliorate!
Onorati padri di famiglia che, appena mettono i figli a letto, corrono dall'amante di turno, quella che gli dà sicurezza, quella che è arrivata dall'Est e che, bisognosa di tutto, si fa serva per la casa e per il cibo che le è stato procurato. Quella che incarna la femminilità negata a tua moglie, bella e accondiscendente perchè ha solo da guadagnare.

         La situazione sembra la stessa, ma è cambiata la prospettiva: le serve di oggi lo diventano volontariamente, il potere è nelle loro mani perchè hanno bisogno e bisogna aiutarle. Da reiette a regine. Anni e anni di lotte per elevare la dignità della donna, buttati al vento da chi questa dignità non la vuole perchè scomoda, e da ometti che hanno bisogno di serve per sentirsi grandi.

         Ecco, pensavo a questo mentre guardavo il film

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