mercoledì 29 marzo 2017

Plum cake al limone


          Da qualche tempo vedevo su facebook questa torta detta dei 12 cucchiai. Molto facile da fare e da memorizzare, tutti gli ingredienti vanno nella misura di 12 cucchiai.

         A dire il vero non pensavo di farla, perché a mio figlio non piace l'aroma del limone, poi però ne avevo di bellissimi e profumati e mi sono cimentata. Buona, é buona, ma ci sono delle cose che non mi hanno convinta, vi dirò dopo ;)




Torta al limone dei 12 cucchiai
 3 uova
12 cucchiai di zucchero
12 cucchiai di latte (ho usato acqua)
12 cucchiai di olio
12 cucchiai di farina
  2 limoni succo e scorza
1 bustina di lievito per dolci

  • Montare le uova con lo zucchero e con parte dei cucchiai di acqua calda (questa é una mia variante perché l'acqua calda fa scioglire lo zucchero e montare meglio la massa)
  • Aggiungere gli altri ingredienti nell'ordine che si preferisce, versare in uno stampo ( io ho usato quello da plum cake da 30 cm) e infornare a 180°, anche meno se avete il forno ventilato
  • Far intiepidire e spolverare di zucchero a velo
Qui trovate la versione che ho seguito io, ma in rete ci sono molte variabili.




NOTE DOLENTI: il dolce è buono e molto profumato. Soffice, piacevole... ma non è cresciuto quasi per niente!! Già mentre mescolavo mi ero accorta che l'impasto era troppo liquido e temevo che questo avrebbe appesantito la torta, infatti così è stato. Tutti quei liquidi non ci stanno bene e, sebbene la quantità di impasto fosse notevole (lo stampo era pieno quasi del tutto!) il dolce non si è alzato. Nella foto sopra si nota l'altezza del plum cake posto vicino ad una tazza grande.

        Detto ciò aggiungo che oggi, girovagando per la rete, mi sono accorta che ci sono altre versioni di questa torta in cui i 12 cucchiai di olio e i 12 di latte vengono dimezzati così che si hanno 12 cucchiai tra i 2 ingredienti. Inoltre i 2 limoni diventano solo 1 e si ha così anche meno succo di limone. Concludo quindi che il dolce è da rifare perché buono e facile, ma con queste modifiche.

       Buon pomeriggio e serata! qui c'è il sole ma fa freddo!

martedì 28 marzo 2017

Nuovo Blog



     Vi presento ufficialmente il nuovo blog

Lì si parla di libri e film in particolare, ma di certo ci capiteranno argomenti fru-fru

Quindi vi invito ad andare sul nuovo




P.S: Se vi va di seguirmi fate un bel clic sugli spazi appositi

lunedì 27 marzo 2017

Torta al caffé di Laura




       Questa buonissima torta è stata pubblicata nel lontano 2009 da Laura, meglio conosciuta come Mamma Bionica e la trovate qui. Poi è arrivata Paoletta e ne ha fatto una sua versione a forma di plum-cake con salsa al cioccolato e potete vederla qui. Io l'ho sempre trovata fantastica, ma non l'avevo mai fatta!




        Il fatto è che non amo molto i dolci da colazione e ho sempre rimandato la sua esecuzione fino a dimenticarmene completamente. Con l'arrivo della primavera si è anche presentata l'esigenza di perdere 2 o 3 chili, ma non ce la faccio, niente, nisba, caput! Io ingrasso in primavera anziché in inverno quindi, tanto vale rassegnarsi... e pensare che ho anche rinunciato alle zeppole il giorno di S. Giuseppe (ancora non ci credo...). E dunque, una volta stabilito che non era tempo di dieta, mi sono accorta di avere voglia di qualcosa di semplice ma buono e allora, che fare? Come d'incanto mi è tornata in mente questa torta e in men che non si dica l'ho realizzata! Eccola.




Ve la scrivo così come l'ha pubblicata Laura. Poi vi dico le mie piccole modifiche

Torta al super caffè
200 g zucchero 
 3 uova medie 
150 g farina 00 
100 fecola 
 10 g di lievito (non un grammo di pù né uno in meno)
una caffettiera di caffè per due
100 g di burro
40 g di olio di mais
caffè solubile a piacere (io ne ho usati 4 cucchiaini colmi).

Sbattete i tuorli con lo zucchero e un goccio di caffé, poi sempre montando unite il burro fuso raffreddato. Incorporate setacciati la farina, la fecola e il lievito e piano piano mescolate con il caffé ormai freddo nel quale avrete sciolto, quando era caldo, il caffé solubile: lo specifico perché capita che usando il caffé solubile di alcune marche non si sciolga quasi mai per intero e allora non è proprio simpatico l'effetto.Sempre nello stesso bicchiere nel quale immagino avrete versato il caffé avrete pesato l'olio (per non usare due bicchieri: odio sprecare energie, ho già troppo disordine in casa, e poi faccio già troppa fatica a far entrare la roba in lavastoviglie ).

Alla fine unite delicatamente gli albumi e versate nella tortiera da 24 cm.





Le mie modifiche:

  1. Ho sostituito il burro e l'olio di mais con 120 ml di olio d'oliva
  2. Ho messo la bustina di lievito intera :DDDDD
  3. Ho tagliuzzato circa 50 g di cioccolato fondente e l'ho messo sull'impasto appena versato nello stampo. Mescolato un po' e in forno
Note:
  1. La prossima volta ci faccio una salsa al cioccolato come ha fatto Paoletta qui ed evito il cioccolato all'interno
  2. Sempre la prossima volta diminuisco la dose di caffè solubile, 2 cucchiaini anzichè 4
  3. Devo anche ricordarmi di usare lo zucchero muscovado che col caffè ci sta bene ;)

Alla prossimaaaaaa!!!!



mercoledì 22 marzo 2017

Farfalle ai Peperoni


           Come avrete notato, se vi trovate a passare ogni tanto da queste parti, sto pubblicando poco e questo non per la solita apatia da scrittura che sopravviene in primavera, ma perché sto proprio cucinando poco :))) Insomma, l'indispensabile, le cose solite di tutti igiorni.

              E infatti oggi vi propongo un piatto molto semplice, piuttosto veloce da preparare e buono. Il gusto é delicato. É una pasta con crema di peperoni di cui c'é giá una versione qui, ma diversa




Penne con tonno e peperoni

Per 2 persone 
  • Ho soffritto 2 peperoni gialli con olio, aglio e peperoncino, sale e pepe
  • Li ho lasciati stufare e appena raffreddati li ho passati al passaverdure
  • Ho rimesso in padella e ho aggiunto una scatoletta di tonno e una manciata di parmigiano
  • Lessata la pasta (farfalle) e saltata nel sughetto
Buon appetito!

domenica 12 marzo 2017

Panzerotti, altra ricetta

        Una ricetta di panzerotti é giá presente in questo blog e la trovate qui, anche se, alla fine, si tratta di mescolare farina acqua e lievito e andare a sentimento :)) Avevo giá provato a farli con la semola con un risultato scadente, ma mi ero ripromessa di riprovarci perché in quel caso avevo optato per una lievitazione veloce che, per la semola, non va bene.




Qualche tempo fa mi sono imbattuta in una bella ricetta in uno dei soliti gruppi fb cucinieri, e ho voluto provarla, eccola qua

Panzerotti di Enza Falco

300 gr semola
250 farina 00
150 latte 150 acqua tiepida 3 cucchiai di olio evo
2cucchiaini di zucchero
10 gr sale
1 lievito di birra  1 cubetto ( io ne ho messo di meno)
Nel boccale latte acqua zucchero olio e lievito 1 min vel 2
Unire le farine impastare 4 min vel spiga
Mettere l impasto in una coppa grande dopo averlo leggermente lavorato con le mani
Coprire con pellicola è sopra un canovaccio
Mettere nel forno spento per 2 h a lievitare
Dopo le due ore il panetto risullta bello gonfio e soffice messo video
Formare palline e fare lievitare ancora per 1 h
Stendere con mattarello e riempire i panzerotti a vostro piacere

NOTE: Ho copiato la ricetta così come l'ho presa da fb, ma io ho messo 5 grammi di livito di birra e fatto lievitare tutta la notte in frigo. Al mattino togliere dal frigo, preparare le palline, farle lievitare e farcirle con sugo di pomodoro e mozzarella. Per vedere il procedimento, qui ci sono i fotogrammi ;)




         Bé, la domenica é quasi finita e io vi auguro un buon inizio di settimana!

martedì 7 marzo 2017

La Colomba mono impasto di Paoletta




        Breve post oggi, solo qualche foto, per farvi vedere questa Colomba preparata l'anno scorso.




      La ricetta è di Paoletta di Anice e Cannella, ma non la trovate sul suo blog




      Questa ricetta è infatti stata pubblicata sul gruppo facebook di Paoletta l'anno scorso e ha avuto un grande successo, così come il panettone mono impasto

domenica 5 marzo 2017

Gugelhuupf di sua maestá 2



          Questa ricetta é giá presente su questo blog e la trovate qui. Quando lo feci la prima volta mi piacque moltissimo e pensai che fosse addirittura più buono di un pandoro buono ;) Lo rifeci, ma ancora non avevo provato la versione intera, quella con 12 ruorli! Ebbene si... ci saranno problemi di salute... :D




         Ma bando alle ciance ed eccovi la ricetta. Alla fine però scriverò delle annotazioni perché ho sbagliato una cosa

Gugelhupf di sua maestá 2
150 g di burro
12 tuorli
250 g di farina
25 g lievito di birra (le note alla fine riguarderanno proprio il lievito)
80/100 g zucchero
40/50 ml di latte
Buccia di arancia e di limone grattugiata



  • Sciogliere il lievito nel latte tiepido
  • Cominciare a montare il burro per bene e aggiungere un tuorlo
  • Aggiungere la farina mischiata con lo zucchero alternando ai tuorli. Continuare a montare.
  • Come potetevedere dalla foto sopra, a un certo punto l'impasto é come incordato



  • A questo punto ho cambiato le fruste con quelle a spirale
  • Ho aggiunto il latte col lievito e l'impasto é diventato più morbido, ma non ha perso la corda visto che é rimasto filante




  • Versare nello stampo (ho solo imburrato) e far lievitare. Ci ha messo circa 3 ore
  • Quando la pasta ha raggiunto il bordo infornare a 170° per circa 40 '. Io ho cotto a 150° perché il forno é ventilato



      Questo é il dolce cotto



     E qui é sformato. Cospargere abbondantemente di zucchero a velo!



     Questo dolce é squisito e molto bello a vedersi, però.....

NOTE: dovete assolutamente diminuire la quantitá di lievito!!! Infatti, per quanto sia venuto bello e buono, non ha eguagliato la bontá di quello fatto in precedenza dove lievitò per tutta una notte. Le lunghe lievitazioni favoriscono lo sprigionarsi dei profumi e in questo caso il dolce aveva qualcosa che non andava, minor sentore di burro e di aromi... ma buono, eh?




Credo sia tutto! Buona serata a tutti e buon inizio settimana!

sabato 4 marzo 2017

L'Umiltá del Male

       In questo post vi parlavo di Stephen King e del suo libro L'Ombra dello Scorpione. Riprendo il discorso da lì per parlarvi di un altro libro. Ma ricominciamo!

       Un punto che ho trovato molto interessante nel libro di King e che vorrei sottolineare riguarda la descrizione dei personaggi che seguono la via del Male. Sono malvagi? Non direi proprio.

Sono gli emarginati, gli esclusi, quelli vissuti all'ombra di qualcun altro e che cercano un ruolo nella loro vita e nella società. Randal Flagg li accoglie, li nutre e li lega a sé. Poiché sono stati accettati, essi gli obbediscono, lo rispettano ed eseguono i suoi ordini, pur temendolo per primi. A questo proposito, mentre leggevo, mi venivano alla mente infinite riflessioni, in particolare ho ricordato un libro letto qualche anno fa, L'Umiltà del Male, di Franco Cassano, docente di Sociologia all'Università di Bari. In questo testo breve, conciso ed efficace, si porta avanti una tesi molto interessante. Cito dal prologo: ".... questo vantaggio (del male sul bene) dipende in primo luogo dalla sua umiltà, da un'antica confidenza con la fragilità dell'uomo, che gli permette di usarla ai propri fini. Del resto, chi lavora sulle tentazioni, non può non conoscere le nostre debolezze. Il bene, invece, è così preso dall'ansia di raggiungere le sue vette, che spesso finisce per voltare le spalle all'imperfezione dell'uomo, lasciandola tutta nelle mani delle strategie del male". 

        Per dimostrare questa tesi, il professor Cassano prende le mosse dalla Leggenda del grande Inquisitore, presente nei Fratelli Karamazov di Dostoevskij. Siamo nella Siviglia del XVI secolo, in una piazza in cui, il giorno prima, erano stati bruciati 300 eretici.
La folla che cammina nella piazza attende la venuta di Cristo e, vista la drammaticità del periodo storico, Gesù compare effettivamente fra loro.
La folla è felice, gli si accalca intorno, ma il Grande Inquisitore lo fa arrestare. Non sto ora a spiegarvi i particolari dell'analisi del professor Cassano, Ma il senso del discorso dell'Inquisitore è che Cristo viene rimproverato di aver preteso dall'uomo un comportamento troppo perfetto che però non si confà alla natura dello stesso. La Chiesa Invece, che lui rappresenta e che ha ben compreso quanto sia difficile per gli uomini seguire i dettami divini, è più tollerante, perdona e sorvola sulla debolezza etica della maggioranza degli uomini. Il discorso procede verso il concetto di libertà, quella che Dio ha dato agli uomini e che loro non sono capaci di gestire, poiché, tranne pochi eletti, hanno bisogno di essere guidati. Cristo ha sbagliato, dice l'Inquisitore, perché ha dato agli uomini una fede libera giudicandoli in maniera troppo alta.

        Spero che concordiate con me nel dire che le premesse di questo libro sono molto interessanti, quindi non vi svelo le ulteriori argomentazioni di Cassano che passa ad analizzare anche Primo Levi e certa critica letteraria sempre a proposito dell'Inquisitore, né tanto meno di Dostoevskij perché I Fratelli Karamazov è un libro che va letto.

           Un caro saluto a chiunque passi di qui

giovedì 2 marzo 2017

Panbriacone casalingo



       Qualche anno fa le lodi del Panbriacone cominciarono ad essere decantate su internet. Lo produceva la ditta Bonci e, per chi non lo poteva assaggiare era un gran tormento. Poi questo magnifico dolce é arrivato anche in terronia e la sottoscritta ha potuto apprezzarne le qualitá. Ma quest'anno che succede? Ebbene, su uno dei tanti gruppi facebook la signora Gianna Faggioli proprone la ricetta casalinga di questo dolce squisito e io, ovviamente, l'ho provata!




       Vi dico subito che, rispetto alla ricetta che copierò qui sotto, ho apportato 2 modifiche:
  1. Ho usato una biga fatta con qualche grammo di lievito di birra anziché il lievito madre. Sto panificando poco e l'ho fatto fuori ;)
  2. Nella ricetta é scritto di preparare l'impasto e mettere subito nello stampo a lievitare tutta la notte, quindi infornare. Io ho preferito fare le 2 lievitazioni, quindi la pasta ha lievitato la notte e al mattino ho formato e messo nello stampo



Ed ora finalmente ecco a voi la ricetta

Panbriacone casalingo proposto da Gianna Faggioli (riporgo le sue parole, per le modifiche vedi sopra

Questa è la ricetta che più si avvicina a quella dei fratelli Bonci che rimane" segreta" .
Panbriacone
Ingredienti
350 g di manitoba
90 g di lievito madre
110 g di burro morbido
120 g di zucchero
200 g di latte intero
1 uovo e 2 tuorli
I semi di mezza stecca di vaniglia
80 g di uvetta
Mezzo bicchiere di passito
La scorza grattugiata di un limone
Un pizzico di sale
Procedimento
Mettere a bagno l' uvetta nel passito per 30 minuti.
Lavorare con una frusta lo zucchero, la scorza grattugiata del limone e il burro morbido. Sciogliere il lievito nel latte tiepido e versarlo nel composto, aggiungere poi le uova, la farina setacciata e continuate a lavorare bene il tutto. Infine aggiungere la vaniglia, l' uvetta e il passito nel quale è stata ammorbidita, il sale e lavorare fino a far diventare elastico l' impasto,dopodiché metterlo in uno stampo da panettone o da plum cake e far lievitare circa 12 ore, fino al raggiungimento del bordo della teglia. Infornare in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 45 minuti.




Questo dolce é davvero squisito, mi é piaciuto moltissimo. Lo rifarò certamente ma lo bagnerò con uno sciroppo liquoroso, come effettivamente deve essere ;) Ovviamente vi terrò informati.

        Felice serata a tutti!

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