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Water

         L'altra sera ho visto questo film  bellissimo e struggente.Siamo in India, nel 1938, e la piccola Civia (questa la pronuncia, non so come si scriva), a soli 8 anni resta vedova e viene rinchiusa in un ashram insieme ad altre vedove di tutte le età e condizioni, giovani, anziane, pazze....
        Il film racconta la vita dentro e fuori la casa delle vedove, i dolori, lo strazio, gli amori, la fede.
I temi di riflessione sono molti, a partire dal restare vedova a 8 anni, ma a me viene in mente un discorso più generale

        Ci troviamo per l'ennesima volta di fronte alla mortificazione del corpo femminile e della femminilità. Le vedove sono impure e non possono toccare alcuno.

       Nel corso dei secoli e dei millenni la femminilità, il potere seducente delle donne, è stato svilito  e umiliato. Pensavo a come la capacità di far perder la testa , di allontanare l'uomo dalla ragione, sia stata mortificata e intrappolata nella donna per bene.






          Via libera, invece, alla seduzione, nel corpo di prostitute e intrattenitrici. Anche quello un mondo chiuso, la necessità maschile di intrappolare quello che non riesce a controllare. Un modo, per l'uomo, di dominare le sue emozioni attraverso il controllo della donna e del suo essere.

         E pensavo, infine, a quanto, col tempo, le cose non siano mica tanto migliorate!
Onorati padri di famiglia che, appena mettono i figli a letto, corrono dall'amante di turno, quella che gli dà sicurezza, quella che è arrivata dall'Est e che, bisognosa di tutto, si fa serva per la casa e per il cibo che le è stato procurato. Quella che incarna la femminilità negata a tua moglie, bella e accondiscendente perchè ha solo da guadagnare.

         La situazione sembra la stessa, ma è cambiata la prospettiva: le serve di oggi lo diventano volontariamente, il potere è nelle loro mani perchè hanno bisogno e bisogna aiutarle. Da reiette a regine. Anni e anni di lotte per elevare la dignità della donna, buttati al vento da chi questa dignità non la vuole perchè scomoda, e da ometti che hanno bisogno di serve per sentirsi grandi.

         Ecco, pensavo a questo mentre guardavo il film.

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Il testo che segue è quello che pubblicò Paola Balestrini tanti anni fa su Coquinaria..
      Poi scrivo come procedo io ;))

Pan Brioche di Laura Ravaioli
400gr. di farina 00
100gr. di farina Manitoba
5 uova
60gr. di zucchero
10gr. di sale
20gr. di lievito di birra
25gr. di acqua
250gr. di burro ammorbidito

Sciogliere il lievito con l'acqua tiepida e poi aggiungerlo alle due farine setacciate con il sale e lo zucchero,poi aggiungere le uova e per ultimo un po' per volta il burro tagliato a pezzetti.E' meglio lavorare con un'impastatrice perché l'impasto che ne risulterà è abbastanza appiccicoso e non lavorabile con le mani,ma non preoccupatevi deve essere così. A questo punto lo prendete e lo mettete in una ciotola abbastanza capiente e poi lo coprite con la pel…

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