Passa ai contenuti principali

Taralli e biscotti con le mandorle

   A dire il vero, il titolo di questo post sarebbe dovuto essere Scaldatelli e Intorchiate, perché così si chiamano questi prodotti! Ma per rendere più chiaro il messaggio anche ai non pugliesi, ho semplificato 😉


Vi dico subito che per preparare questi prodotti ci vuole la stessa ricetta. Per i biscotti bisogna completare con zucchero e mandorle, ma meglio cominciare a spiegare


Scaldatelli, taralli pugliesi
600 g farina (io qui ho usato farina 1, ma potete usare la 0, la semola.. insomma, fate pratica 😉)
150 ml olio di oliva (anche 180) 
200 ml vino bianco secco
Sale, pizzico di bicarbonato
  • Intridete la farina ben bene con l'olio e fate la fontana 
  • Aggiungete sale, bicarbonato e vino bianco e fate un bell'impasto
  • Vedrete che la pasta non legherá benissimo, tenderá a stracciarsi, farete un po'fatica a formare i taralli, ma non fa niente, verranno più buoni😉 Se proprio l'impasgo non si lavora, aggiungete vino
  • Formate i taralli



  • Preparate una pentola con acqua e sale e portate a bollore
  • Cuoceteci i taralli e quando salgono a galla toglieteli e metteteli in una teglia con carta forno
  • Fate riposare possibilmente tutta la notte e infornateli ai soliti 180° per circa mezz'ora, ma molto dipenderá dal forno e da quanto gli avrete fatti grandi



Intorchiate, biscotti con mandorle
  • Fate lo stesso impasto dei taralli aggiungendo però 2 cucchiai di zucchero
  • Fate con la pasta dei filoncini e intrecciate i biscotti come vedete sopra. 
  • Completateli con le mandorle e passateli nello zucchero
  • In forno a 180°



Sbirciando in rete ho trovato per questi biscotri ricette che a me sembrano assurde, con margarina e tantissimo zucchero. Per me non va bene. Ho sempre saputo che si fanno con la pasta dei taralli e la decorazione finale. Inoltre, così sono anche più buoni.
       Con la farina 1 li ho trovati particolarmente gustosi, ma io sono di parte perchè la uso ovunque visto che mi piace il gusto rustico del semi integrale 😀

N.B: Il bicarbonato permette di avere un prodotto più friabile, ma non è obbligatorio. Alcuni, per ottenere questo effetto, usano poco lievito di birra

          Felice serata e alla prossima!

Commenti

  1. Ho imparato a fare i taralli, ma con una ricetta diversa. Li insaporisco anche con peperoncino o con fior di finocchio. Proverò anche la tua.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Pan Brioche di Laura Ravaioli

Questa magnifica ricetta è stata divulgata tanti anni fa dalla Ravaioli sul Gambero Rosso e, devo dire, resta sempre la migliore (a mio parere) per gusto e sofficità!! Per non parlare della facilità di esecuzione...




Il testo che segue è quello che pubblicò Paola Balestrini tanti anni fa su Coquinaria..
      Poi scrivo come procedo io ;))

Pan Brioche di Laura Ravaioli
400gr. di farina 00
100gr. di farina Manitoba
5 uova
60gr. di zucchero
10gr. di sale
20gr. di lievito di birra
25gr. di acqua
250gr. di burro ammorbidito

Sciogliere il lievito con l'acqua tiepida e poi aggiungerlo alle due farine setacciate con il sale e lo zucchero,poi aggiungere le uova e per ultimo un po' per volta il burro tagliato a pezzetti.E' meglio lavorare con un'impastatrice perché l'impasto che ne risulterà è abbastanza appiccicoso e non lavorabile con le mani,ma non preoccupatevi deve essere così. A questo punto lo prendete e lo mettete in una ciotola abbastanza capiente e poi lo coprite con la pel…

Un pane semplice per chi comincia col lievito madre

Come vi ho già detto in questo post, ho deciso di parlare di lievito madre e di come cominciare ad usarlo, perchè mi è stato gentilmente chiesto. Non sono un'esperta, ma lo uso, quindi continuo a dare qualche indicazione su come procedo con le ricette che eseguo io

Intanto comincio col far notare una cosa: molto spesso leggo di gente che dice che nel loro pane c'è un sentore di acidità. Questo può dipendere da molti fattori tecnici (dal LM un po' passato, a una cattiva lievitazione, etc...) che sarebbe complicato stare a spiegare :). In questa sede posso solo dirvi come ho risolto io.
         Quando parlo con mia madre e le chiedo come facevano il pane, lei mi dice che procedevano così: Conservavano circa 150 gr di pasta dopo aver impastato e la tenevano in un mobile. - Mi hanno fatto notare che in questo passaggio sembra che si parli di pasta di riporto. Non è così, tanti anni fa si panificava col lievito madre -

Riso, Carciofi e Patate al forno

Oggi vi presento uno dei piatti tipici della cucina pugliese, una variante, se vogliamo, della Tiella di riso patate e cozze. La foto che vedete vi mostra un residuo di questa preparazione così come si presenta nel piatto!

Riso patate e carciofi al Forno